Notizia pubblicata il 23/05/2024, letta 330 volte

IL MONDO DEL GIORNALISMO PIANGE MARIO MARIANO


Si è spento a 79 anni Mario Mariano, maestro di giornalismo per tutte le generazioni che lo hanno conosciuto. I suoi memorabili pezzi dettati e l’odio verso l’aria condizionata. L’ultimo saluto sabato 25 maggio alle 9 nella chiesa di San Raffaele Arcangel

Giovedì 23 maggio 2024
di Nicola Agostini

Il mondo del giornalismo piange Mario Mariano. Ci lascia, a 79 anni, dopo una lunga malattia affrontata con una grande forza, un’autentica colonna del giornalismo, vero maestro per tutte le generazioni e per chi ha avuto la fortuna di conoscerlo.
Stare qui ad elencare il curriculum di Mario sarebbe un di più. Tuttosport, Il Messaggero, La Stampa, Il Guerin sportivo, il Corriere della sera, Rai. Tutte le principali testate nazionali e non che hanno visto la firma di un giornalista capace di parlare di ogni argomento con la professionalità che l’ha sempre contraddistinto. Ma questo lo sanno tutti.
Quello che mi piace raccontare invece, stavolta, sono gli aneddoti di chi ha avuto modo di iniziare a fare questo mestiere confrontandosi proprio con lui. Erano gli anni del Giornale dell’Umbria. Anzi, per l’esattezza, era il  giugno 2004. Prima trasferta da inviato del sottoscritto. A Firenze. Ritorno dello spareggio Fiorentina-Perugia. Alla guida Antonello Ferroni, sedile del passeggero occupato da Mario Mariano e dietro chi scrive.
Ebbene sì, giugno ma niente aria condizionata nella Golf con una temperatura interna sui 24 gradi. Che volete farci? Mario proprio non voleva saperne dell’aria condizionata. “Dai che si sta bene Antonello, al massimo abbassiamo il finestrino”. Per fortuna quel pomeriggio aveva piovuto, altrimenti sarebbe stato un autentico bagno di sudore.

E che dire dei meravigliosi “Tandem”, sempre sul Giornale dell’Umbria, con un altro autentico maestro di giornalismo, penna raffinata come pochi altri, alias Claudio Sampaolo? Un piacere leggere e impaginare la loro rubrica.
Ma per me Mario aveva una cosa che lo rendeva unico: la capacità di dettare pezzi al telefono. Ancora oggi, quando mi capita, sono solito dire: “Alla Mario Mariano”.
Venti anni fa ancora non c’erano le connessioni internet di adesso e, in occasione delle partite serali, quando il giornale doveva essere chiuso entro una certa ora, non restava che mettersi al telefono e dettare il pezzo della partita. “Ci sei Nicola? Vai”. E iniziava con una precisione incredibile, come se stesse battendo il suo articolo sulla tastiera. “Vince e convince il Perugia davanti al pubblico delle grandi occasioni punto aperte le virgolette maiuscola Abbiamo giocato una grande gara trattino commenta il tecnico...”.
Senza mai sbagliare o ricominciare daccapo. Direte voi, e tu che facevi il dattilografo? Assolutamente sì, perché c’era da imparare anche a fare il dattilografo in quei casi.
Un anno fa esatto, tornando da una cena ad Assisi, nel tragitto verso casa, in macchina insieme, stavo per accendere l’aria condizionata. Ma mi tornò in mente quel viaggio verso il Franchi. “Mario, sei fortunato. Oggi ha piovuto, stasera si sta freschi”. “Nicola, non mi fare scherzi…”.
Alla famiglia le più sentite condoglianze dalla nostra redazione.
Fai buon viaggio Mario e continua a scrivere i tuoi pezzi anche da lassù. O a dettarli, come solo tu sai fare…