Notizia pubblicata il 18/05/2026, letta 246 volte

PELUSO ANNUNCIA: “GRAZIE CALCIO, É ORA DI SMETTERE”


Riceviamo e pubblichiamo la lettera con cui il bomber Maurizio Peluso, a 41 anni, annuncia ufficialmente la decisione di lasciare il calcio giocato. “Cambierà la prospettiva ma non la passione per quel calcio che è stata una palestra di vita”

Lunedì 18 maggio 2026

Riceviamo e pubblichiamo la lettera con cui il bomber Maurizio Peluso, a 41 anni, annuncia ufficialmente la decisione di lasciare il calcio giocato.
“Caro calcio, oggi ti scrivo con il nodo in gola, perché è arrivato il momento di dirti addio. 
Non è un addio facile. Non lo è mai stato, nemmeno nei pensieri di notte, quando immaginavo questo giorno. Ma oggi lo accetto, e al posto del dolore sento solo una cosa: gratitudine immensa.
Sei stato la mia casa, il mio primo amore, il posto dove ho imparato a cadere e a rialzarmi. Per più di vent’anni mi hai dato un senso. 
Il campo era il mio rifugio quando fuori tutto era confuso. Lo spogliatoio era la mia famiglia, fatta di ragazzi che diventavano fratelli. La palla era la mia voce quando le parole non bastavano.
Mi hai tolto tanto, è vero. Ore di sonno, domeniche con gli amici, momenti con chi amavo. 
Ma mi hai dato molto di più. Mi hai insegnato a sudare per un obiettivo, a guardare negli occhi un compagno e sapere che non mollavamo. Mi hai insegnato l’umiltà di una sconfitta che brucia, la gioia assurda di un gol all’ultimo minuto, il rispetto per chi ti sta di fronte anche se indossa un’altra maglia.
Ricorderò per sempre il profumo dell’erba bagnata, il silenzio prima del calcio di rigore, le mani sudate dei compagni prima di entrare in campo. 
Ricorderò le notti in cui non dormivo per la rabbia di una partita persa, e le mattine in cui volavo per una vittoria che sembrava impossibile. 
Ricorderò le lacrime di gioia e quelle di delusione. Tutte vere. Tutte mie.
Oggi la testa dice basta, anche se il cuore vorrebbe correre ancora. 
La cosa più dura non è togliersi gli scarpini per l’ultima volta. È sapere che non sentirò più quell’adrenalina che sale nel tunnel, quel boato che ti fa tremare le gambe, quell’abbraccio sporco di fango e sudore dopo il fischio finale.
Voglio ringraziare tutti quelli che hanno camminato con me. 
Le società che mi hanno dato fiducia, i tifosi che mi hanno sostenuto anche quando sbagliavo, gli avversari con cui mi sono scontrato e rispettato. 
Grazie ai miei allenatori, che hanno creduto in me quando neanche io ci credevo. 
Grazie ai miei compagni, per ogni battaglia condivisa, per ogni risata nello spogliatoio, per ogni silenzio pesante dopo una sconfitta. 
Grazie alla mia famiglia, che ha sopportato i miei umori, le mie assenze, le mie ansie. Senza di voi non sarei mai arrivato fin qui.
Non lascio solo un pallone. Lascio una parte di me, la più vera. 
Ma porto con me tutto: i valori, le amicizie, i ricordi che nessuno potrà mai cancellare.
Non è un addio definitivo, calcio. È un “arrivederci”. 
Perché tu non lo lasci mai davvero. Cambia solo il posto da cui ti guardo: da giocatore a tifoso, da protagonista a spettatore, da chi insegue il sogno a chi guarda i ragazzi di oggi inseguire il loro.
Grazie per ogni minuto, per ogni emozione, per ogni lezione. 
È stato l’onore più grande della mia vita indossare questa maglia. 
È stato l’onore più grande giocare per voi.
Con amore, con rispetto, e con un grazie che non basterà mai”.
MAURIZIO PELUSO