
Martedì 20 ottobre 2026
La comunità di Pietralunga si è stretta in un abbraccio commosso e profondo per rendere l'ultimo omaggio a Enrico Fiorucci, figura di spicco del tessuto sociale ed economico locale, venuto a mancare improvvisamente all'età di 66 anni nella giornata di domenica. Un lutto improvviso che ha lasciato un vuoto incolmabile non solo nei cuori dei suoi cari, ma anche tra tutti i cittadini e gli ammiratori che nel corso degli anni ne avevano potuto apprezzare le straordinarie doti umane e professionali.
Per consentire una partecipazione così ampia e permettere a chiunque di portare un fiore e un pensiero, è stato scelto un luogo altamente simbolico: lo stadio "Martinelli". La struttura sportiva si è trasformata per un giorno nel centro pulsante del dolore e del ricordo, accogliendo oltre mille persone giunte da ogni angolo del territorio comunale e dai paesi limitrofi. L'imprenditore edile, noto per la sua instancabile dedizione al lavoro, era infatti da decenni uno dei pilastri fondamentali e storico dirigente della Pietralunghese, compagine calcistica che ha sempre sostenuto con smisurata passione.
L'iniziativa di allestire l'altare e celebrare la funzione religiosa direttamente al centro del rettangolo verde è stata fortemente voluta da Giuliano Martinelli, patron del club e legato a Enrico da profondi vincoli di parentela oltre che da una sincera stima reciproca. Posizionare la mensa eucaristica al centrocampo ha permesso alla marea di presenti di disporsi tutto intorno, lungo i spalti e ai margini del campo, creando una cornice d'affetto circolare e calorosa, esattamente come lo era lo spirito del compianto direttore generale. Enrico era da tutti descritto come l'amico di ciascuno, una persona solare, sempre pronta ad allietare le giornate di chi gli stava accanto con un sorriso sincero, una parola di conforto o una battuta affettuosa.
La solenne liturgia funebre è stata officiata dal parroco di Pietralunga, don Francesco Cosa, che durante l'omelia ha saputo toccare le corde più intime dei presenti con parole cariche di fede e profonda umanità. Il sacerdote ha tracciato un ritratto nitido e toccante di Fiorucci, sottolineando come la sua professione nel campo dell'edilizia non fosse soltanto un mestiere, ma una vera e propria vocazione al servizio della comunità. Don Francesco ha ricordato come Enrico abbia speso l'intera esistenza a progettare e realizzare dimore terrene con impegno, maestria e profonda onestà, per poi concludere con un'immagine di grande speranza: "Ora Enrico ha terminato il suo cammino terreno ed è accolto lassù, nella casa del Signore, la dimora più bella ed eterna".
A fare da sfondo a questo momento di immensa commozione sono stati palloncini a forma di cuore, liberati verso il cielo per accompagnare simbolicamente l'ultimo viaggio del dirigente. Un gesto semplice ma dal fortissimo impatto emotivo, che ha coronato una cerimonia intensa e partecipata.
Il momento di massima carica emotiva si è svolto a conclusione della funzione religiosa, quando alcuni calciatori della prima squadra della Pietralunghese hanno preso a spalla il feretro del loro amato dirigente. Con passo lento e solenne, i ragazzi hanno scortato Enrico fino al cerchio di centrocampo per un ultimo, ideale fischio d'inizio, per poi dirigersi direttamente sotto la tribuna principale dello stadio. Proprio lì, in quel settore da cui Enrico non aveva mai fatto mancare il proprio sostegno appassionato e lucido, la gente si è levata in un lungo e caloroso applauso di ringraziamento, salutando per sempre un uomo straordinario che resterà indelebile nella storia e nel cuore di tutta Pietralunga.