Notizia pubblicata il 06/12/2014, letta 2793 volte

LA PONTEVECCHIO CAMPIONE D'ITALIA SI RITROVA... A TAVOLA


A 7 anni di distanza dalla storica vittoria al Flaminio, capitan Nofri ha radunato gli ex compagni. E quanti aneddoti: dal porta fascia Martinetti, al giovane ultrà Falcinelli, passando per le imitazioni di Balducci e le zero presenze fra i Pro

FONTE IL GIORNALE DELL'UMBRIA
Sabato 6 dicembre
di Nicola Agostini

Metti una Coppa di Eccellenza, un campionato vinto con il record di punti e, soprattutto, una Coppa Italia nazionale di Eccellenza. Metti intorno ad un tavolo, a cena, la Pontevecchio 2006-2007 l’unica squadra umbra in grado di conquistare il titolo di campione d’Italia battendo 1-0 la Casertana nella storica finale del Flaminio quell’8 maggio del 2007. E, a distanza di sette anni e mezzo, quel pomeriggio indimenticabile per i colori rossoverdi, è tornato a vivere nel maxischermo allestito per l’occasione al Balestruccio di Perugia.
Giocatori, staff, dirigenti, tifosi, tutti di nuovo insieme come fosse ancora quel mercoledì al Flaminio. Con qualche capello in meno ma anche con qualche addominale in più. Come per il buon Simone Martinetti che, dopo aver appeso gli scarpini al chiodo ed essersi dato alla mountain bike ora sfoggia un fisico invidiabile tanto da beccarsi i rimbrotti del tecnico Giulio Franceschini. «Ma quando giocavi perché non ti tenevi così informa?». «Perché sennò mister poi sarei stato troppo forte».
Battute e sfottò a raffica tra una porta e l’altra in una serata da ricordare voluta dallo storico capitano Fabrizio Nofri.
«Sì perché, diciamoci la verità, - sorride Nofri - il vero capitano ero io». E Martinetti tira fuori subito un aneddoto. «Prima della partita questo buffone mi si avvicina e mi fa: “Tanto la vinciamo sta coppa. Quindi quando dovremo alzarla ricordati che sarò lì con te. Perché il vero capitano sono io, tu sei solo il porta fascia”».
Risata generale e via a sciorinare tutti i componenti di quella rosa da record. Da Vecchini e Cordellini in porta, passando per Fatone, Ferri, Nofri, Battaglini, Ceccarelli, Fioretti, Testamigna e Pasqualini in difesa, Martinetti, Arcioni, Cecchini, Coresi, Roccaforte, Giovi a centrocampo, Bartoccini, Marri, Balducci e Magionami in attacco. Con Giulio Franceschini in panchina e sempre pronto a trovare l’episodio giusto: «Ma ve la ricordate quella volta che preparavamo la partita con la Lunigiana? Loro hanno tanti ex professionisti - faccio io - noi invece niente. “Eh no - si alza Fabrizio (Nofri ndr) - sta bono mister...». Altro sorriso ripensando alle fantastiche telecronache del gol partita di Coresi all’88’ tradotte dallo straordinario imitatore Balducci in cinese, inglese, perugino e non solo. «Quell’anno più che altro - sorride l’ex tecnico della Pontevecchio - ho fatto l’ultrà». Sorrisi che coinvolgono anche il presidente Gianni Monsignori, decisamente più in forma rispetto a sette anni fa. Al suo fianco l’immancabile Ilvano Arcioni e intanto in sottofondo scorrono le immagini.
Poi ecco che l’attenzione cade su una foto. «Ma chi è quello lì?». «È Diego Falcinelli arrimpicato sulla rete del Flaminio dietro la porta della Pontevecchio che fa festa con i tifosi rossoverdi. Aveva 16 anni quell’8 maggio e avrebbe debuttato di lì a poco in prima squadra per poi approdare all’Inter». E Martinetti, ripensando al derby con la Ternana di due settimane fa, si guadagna la palma del migliore in campo con un laconico: «Anche quella volta l’avevano ammonito...».