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IL MONDO DELLO SPORT UMBRO PIANGE ALFIO BRANDA

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Si è spento nella notte, a 93 anni, il cavalier Alfio Branda, padre del segretario del Cru, Valerio. Una vita dedicata all’insegnamento e al mondo dello sport. Il ricordo sentito del presidente Repace, dalla corsa in macchina all’accerchiamento ad Alessan

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Venerdì 20 marzo 2020

di Nicola Agostini

Il mondo del calcio umbro piange Alfio Branda. Si è spento nella notte, dopo una lunga malattia, all’età di 93 anni, il cavalier Alfio, come un po’ tutti lo conoscevano, padre del segretario del Comitato Regionale Umbro Valerio Branda. Figura di riferimento assoluta nel panorama regionale e non solo. Prima nella sua lunga carriera come insegnante, a stretto contatto con i giovani, a cui ha sempre saputo traferire il suo immenso bagaglio di valori e principi, che gli sono valsi anche l’onorificenza di Cavaliere.
Poi da Presidente del Comitato Regionale Umbria della F.I.G.C. – L.N.D. dal 1965 al 1982, come Vice Presidente del Settore Giovanile e Scolastico Nazionale, come Presidente della Serie D e come Vice Presidente della Lega Nazionale Dilettanti.
Ma non solo il calcio lo ricorderà: Alfio è stato anche Presidente del CONI Provinciale di Perugia, oltre che Presidente Regionale della Federazione Pugilistica e di quella di Bocce, e, ancora, cronometrista e Giudice di Gara della Federazione di Atletica Leggera.
Grande anche il suo impegno politico, in qualità di Consigliere delle Regione Umbria. Una vita vissuta intensamente con un solo grande rammarico. Le recenti disposizioni governative, infatti, non gli consentiranno di ricevere l’ultimo saluto dai tantissimi amici che avrebbero affollato la chiesa. Ma il ricordo del Cavalier Alfio resterà comunque intatto nel tempo.
Su tutti, ha voluto ricordarlo il presidente del Comitato Regionale Umbro, Luigi Repace da sempre molto legato al Cavaliere: “Alfio non c’è più. Se ne è andato stanotte, dopo una lunga malattia, con il riserbo e la quiete che ha sempre caratterizzato la sua persona. Un animo buono, mite, pacato e moderato, capace di affrontare e risolvere le difficoltà con l’arte della mediazione.
Ricordo i suoi consigli, le sue parole mai banali, nel corso della mia carriera da arbitro e quando, per la prima volta, fui eletto presidente del Comitato Regionale Umbria. Non esitò un attimo a riservarmi parole di incoraggiamento, ma anche di monito, quasi volesse rassicurarsi della mia attenzione nei confronti dell’intero calcio umbro, di cui così tanto era innamorato.
Il suo animo vispo non mi risparmiava nemmeno da frecciatine esilaranti: ricordo ancora quando, in viaggio per raggiungere la sede del Torneo delle Regioni in Emilia Romagna, insieme all’allora addetto stampa del C.R. Umbria, Alberto Scattolini, con il suo sano sarcasmo esclamò: “Qui non c’è pericolo che ci fermi la polizia stradale, al massimo può fermarci quella aerea!”. Dopo essere scoppiato in una sonora risata, ricordo ancora che rallentai e, chi mi conosce bene, sa che non succede mai”.
E non posso nemmeno dimenticare quella volta in cui, io impegnato nella direzione di una gara di Serie D ad Alessandria e lui a presiedere una riunione della Serie D a Torino, decise di tornare in Umbria approfittando di un mio passaggio. Ebbene sì, si ritrovò anche lui, insieme a me, accerchiato dai tifosi dell’Alessandria che male avevano digerito la sconfitta della propria squadra. Entrai in macchina preoccupato della sua incolumità e non potei far altro che tirare un sospiro di sollievo quando mi accorsi che non riusciva a trattenere le risate.
Non posso far altro che ringraziare Alfio per gli immensi insegnamenti che ha saputo trasmettere a tutti coloro che hanno avuto l’immenso onore di conoscere la sua meravigliosa persona, a cui il calcio regionale deve davvero moltissimo.
Il mio pensiero – conclude Repace - va anche a sua moglie Nelise, a Valerio e Stefano ed a tutti i loro cari, a cui esprimo, anche a nome dell’intero movimento calcistico umbro e nazionale, il mio più sentito cordoglio per la perdita di una persona che rimarrà comunque per sempre nei nostri cuori”.

Nella foto, da sinistra, Valerio Branda con il papà Alfio

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