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COPPINI, DAL CAMPITELLO A WEMBLEY: "ROONEY E' UN MARZIANO"

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Il centrocampista ternano del Campitello è nazionale del San Marino sconfitta 5-0 dall'Inghilterra nelle qualificazioni ai Mondiali 2014. "Ho chiesto la maglia a Cleverley"

FONTE IL GIORNALE DELL'UMBRIA
di Nicola Agostini

Prima di lui solo un altro umbro, Fabrizio Ravanelli, aveva giocato a Wembley. Era il 1997 e Cesare Maldini gettò nella mischia il puntero di Mugnano, all’epoca al Middlesbrough, al posto di Casiraghi ad un quarto d’ora dalla fine, nell’1-0 dell’Italia sull’Inghilterra. 
Quindici anni dopo un altro umbro ha messo piede nel tempio del calcio restaurato nel 2007. «Solo che io - sorride Matteo Coppini -, a differenza di Ravanelli,  gioco a Campitello, in Promozione, e la Juve l’ho vista solo in tv». Adesso però anche il 23enne centrocampista ternano, ex Narnese ed Atletico Montecchio, potrà raccontare ai suoi amici di aver sfidato Rooney a casa sua. 
«A fine gara ho provato anche a chiedergli la maglia ma l’aveva già promessa a qualcun altro. Sono riuscito a prendere quella di Cleverley. In fondo tutti e due giocano nel Manchester United». Sogni che solo la nazionale del San Marino può regalarti. Un sogno che per Coppini si è trasformato in realtà 4 anni fa, dopo essere diventato cittadino di San Marino grazie alla mamma, originaria della Repubblica del Titano. 
Un paio di provini poi la prima chiamata nell’under 21 e nella Nazionale maggiore. Una Nazionale in cui gli unici due professionisti sono il difensore Mirko Palazzi del Rimini e l’attaccante ex Verona Andy Selva, in mezzo ad impiegati, panettieri, bancari e studenti. Dilettanti nel vero senso della parola al cospetto di fuoriclasse come Ibra,  Sneijder e Van Persie, affrontati durante le qualificazioni ad Euro 2012. Ma l’appuntamento più atteso, annunciato da Coppini già 8 mesi fa su queste colonne, è arrivato venerdì scorso nel match di qualificazione ai prossimi Mondiali in Brasile che ha visto l’Inghilterra superare 5-0 San Marino. 
«Al di là del risultato, giocare a Wembley dà un’emozione che non si può spiegare. Stadio esaurito, 84mila spettatori, tutta Terni in pratica. Quando sono uscito al 75’ - racconta Coppini senza fermarsi un attimo  - si sono alzati tutti in piedi ad applaudirmi. E non per come avessi giocato eh. E non erano neanche tutti miei parenti, in tribuna per me c’erano solo i miei genitori, mio fratello e quattro amici. Ero stremato, avrò toccato tre palloni, ma contro questi marziani corri e basta. C’è troppa differenza tra noi e loro. Ma fino al 35’ stavamo 0-0 e per noi è un trionfo». E poco male se ieri sera, nella gara persa 2-0 con la Moldavia, il Ct Mazza l’ha tenuto in panchina. 
Un po’ di riposo anche perché, con Coppini pendolare di lusso fra Londra e San Marino, il Campitello domenica scorsa ha incassato la quinta sconfitta in 6 gare, nel derby con l’Arrone, che è costata la panchina a Romoli con l’arrivo, al suo posto, di Costantini. «Non posso star via una domenica... Ma adesso è bene tornare a pensare alla Nuova Gualdo Bastardo. Questo è il mio calcio. Però la maglia di Cleverley l’appenderò in camera. Un gol a Wembley almeno fatemelo sognare di notte...».

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