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GEMELLI DIVERSI… DAGLI UNDICI METRI

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La storia dei gemelli Del Sorbo di fronte da avversari nel campionato Under 19 di A2. Matteo, portiere del Sangemini, para un rigore al fratello Tommaso, bomber dell'Olympia Thyrus ma alla fine la Thyrus si impone per 2-1

Sabato 31 gennaio 2025
FONTE LA NAZIONE
di Nicola Agostini

“Papa, ti dico una cosa. Se sabato c’è un rigore contro e lo batte Tommy, già ti dico che mi butto a sinistra”. “Matty, non mi mettere in mezzo a queste cose. Non voglio fare un torto né a te né a tuo fratello. Faccio finta di non avere sentito”. Chissà, se papà avesse fatto la spia, probabilmente quel pallone sarebbe andato in rete. O forse no. Perché in questa storia poco importa chi ha segnato, anzi chi non ha segnato, chi il rigore l’ha parato e chi l’ha sbagliato. Alzi la mano chi ha sentito parlare di due gemelli che si ritrovano in campo da avversari. Uno portiere, l’altro attaccante. Rigore. Calcia uno, para l’altro.
É la storia dei gemelli Matteo e Tommaso Del Sorbo, nati il 21 luglio 2008 sotto il segno del Cancro. Matteo fa il portiere nell’Under 19 del Sangemini, Tommaso l’attaccante nell’Under 19 dell’Olympia Thyrus. E quello che va in scena a Sangemini è sì il testacoda del girone D di A2, fra la Thyrus prima della classe e il Sangemini fanalino di coda, ma è sempre un derby di quelli sentiti. É una sfida difficile da vivere per papà, mamma e nonno regolarmente sugli spalti. E una sfida destinata a far notizia anche sui banchi di scuola perché i due gemelli condividono anche la stessa classe all’Istituto Tecnico di Terni. Sta di fatto che l’Olympia Thyrus va subito in vantaggio e alla fine del primo tempo ecco l’episodio che potrebbe cambiare la gara. Rigore per la Thyrus. Sul dischetto va proprio Tommaso. E Matteo, che lo conosce bene, non smette mai di fissarlo per provare a mettere un po’ di ansia al fratello.
“Non so quanti rigori mi avrà calciato a casa. Me lo sentivo che l’avrebbe aperto, ve l’ho detto, l’avevo anche anticipato a papà. Mi sono buttato e è andata bene. Per me”. Ma alla fine è andata bene anche a Tommaso che se l’era vista brutta, ad essere sinceri, ad inizio ripresa quando il Sangemini aveva pareggiato. Proprio a ridosso del 90’, però, ecco il raddoppio dell’Olympia Thyrus. E addio sogni di gloria per il buon Matteo che già pregustava un sabato alla Svilar, da buon tifoso romanista, proprio come il fratello. Già, Tommaso; contento lo stesso, direte voi. E invece no perché quel rigore l’avrebbe portato a quota 12 in classifica cannonieri, a 3 reti dal capocannoniere.
“Come è finita la serata? Pizza a casa ma praticamente mi ha ignorato in tutti i modi. Ce l’aveva con me – sorride Matteo – ma lui è il primo a sapere che non potevo che provare a pararglielo quel rigore. Come è andata a scuola? Stessa storia, ha fatto di tutto per evitare che se ne parlasse”.
Più facile insomma che se ne potesse parlare nel sonno, visto che i due condividono anche la stessa camera. Alla fine ci hanno pensato papà, mamma e nonno a riportare la serenità fra i due gemelli: “Matty ha parato un rigore, Tommy ha vinto ed è rimasto in vetta. Cosa volete di più?”.
Per evitare altre possibili diatribe tra fratelli non resta che una soluzione: tornare a giocare insieme come già accaduto in passato. E a quel punto papà potrà anche fare la talpa...

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