
Martedì 16 giugno 2026
Ci sono stagioni che si misurano con i risultati del campo e altre che chiedono soprattutto presenza, responsabilità e capacità di guardare avanti. Per la Vivi Altotevere Sansepolcro il lavoro non si esaurisce mai nei novanta minuti della domenica, né si limita alla gestione ordinaria di squadre e campionati. C’è un progetto più ampio che continua a muoversi, fatto di persone, scelte, energie e obiettivi da costruire passo dopo passo.
Dentro questo percorso, il ruolo dei soci resta centrale. Non come semplice cornice istituzionale, ma come parte viva di una società che vuole continuare a crescere, rafforzando la propria organizzazione e mantenendo saldo il legame con Sansepolcro. In questo approfondimento raccontiamo alcuni di loro: Sergio Boncompagni, Giuliano Testerini, Marcello Brizzi e Mirko Amadori. Quattro profili diversi, non la totalità della compagine societaria, ma una parte significativa di quel gruppo che ogni giorno contribuisce alla continuità del progetto bianconero.
Sergio Boncompagni porta con sé una lunga storia imprenditoriale e personale legata alla città. Imprenditore da oltre cinquant’anni a Sansepolcro, si è avvicinato alla Vivi Altotevere nell’ottobre 2024, sostenuto anche dalla famiglia e dalla figlia Elisa, oggi presidente della società. Il suo sguardo sullo sport parte dai giovani e dalla loro crescita: non soltanto il calcio come attività agonistica, ma come esperienza capace di lasciare strumenti utili per la vita. “Non serve creare campioni – spiega – ma giovani in grado di rimettersi costantemente in gioco”. In questa frase c’è una parte importante del senso del suo impegno: contribuire a qualcosa che resti alla comunità.
Giuliano Testerini, vicepresidente bianconero, rappresenta invece il legame diretto con il campo. La sua passione per il calcio nasce da bambino e lo ha accompagnato lungo tutto il percorso sportivo, fino alla Serie D. Dal 2021 fa parte della dirigenza della Vivi Altotevere, con l’obiettivo di mettere esperienza e presenza al servizio della crescita dei giovani talenti del territorio. Il suo profilo racconta bene una delle linee guida del progetto: valorizzare ciò che Sansepolcro e la Valtiberina possono esprimere, creando condizioni sempre migliori per chi cresce dentro il vivaio bianconero.
Marcello Brizzi è uno dei volti che più legano la storia recente della società alla memoria calcistica cittadina. Cresciuto nel settore giovanile del Sansepolcro, arrivato fino alla Juniores e all’esordio in prima squadra, ha sempre vissuto il calcio bianconero come una questione di appartenenza. “Nelle mie vene scorre il sangue bianconero del Sansepolcro”, racconta. Prima sponsor, poi tra coloro che nel 2014 contribuirono alla nascita della Vivi Altotevere Sansepolcro, Brizzi ha interpretato il proprio impegno come una forma di restituzione: altri, prima di lui, avevano permesso ai ragazzi di praticare sport in una società strutturata; da adulto, ha sentito la responsabilità di fare la propria parte.
La parentesi da presidente resta per lui un passaggio importante, così come oggi resta forte la volontà di continuare a sostenere il cammino della società pur con un ruolo meno operativo, legato agli impegni professionali. Il passaggio del testimone a Elisa Boncompagni viene letto in questa direzione: continuità, consolidamento, nuove energie. Perché una storia iniziata nel 1921 non può essere vissuta soltanto come memoria, ma come responsabilità da portare avanti.
Anche Mirko Amadori, altro vice della presidente Boncompagni, parla di calcio come di qualcosa che arriva da lontano. “Il pallone è stato il mio più grande amico quando ero piccolo”, racconta. Entrato in società tre anni fa, descrive un gruppo unito, abituato al confronto e alla condivisione delle decisioni, anche quando le idee di partenza non coincidono. È un modo di lavorare silenzioso, lontano dalle frasi ad effetto, ma orientato alla sostanza: “Parliamo poco ma lavoriamo molto per raggiungere i nostri obiettivi”.
Nelle sue parole c’è anche uno sguardo molto concreto sul futuro. La crescita passa dalla capacità di scegliere persone adatte, non solo per competenza ma anche per valori umani. Nuove figure, nuovi ruoli, nuovi obiettivi: ogni passaggio dovrà inserirsi dentro un progetto che punta a rafforzarsi senza perdere la propria identità. Al centro restano i giovani, la possibilità di vivere lo spogliatoio, la partita, la vittoria e anche la sconfitta come parti di uno stesso percorso formativo.
Il punto comune tra queste storie non è soltanto la passione per il calcio. È l’idea che una società sportiva abbia un compito più ampio: garantire continuità, costruire fiducia, offrire opportunità, tenere insieme sport e comunità. La Vivi Altotevere vuole ripartire da qui per affrontare il futuro con nuovi obiettivi di crescita, consapevole che ogni progetto serio richiede tempo, lavoro e presenza costante.
La pagina che si apre non riguarda solo la prossima stagione, ma il modo in cui la società intende stare dentro il proprio tempo: con maggiore organizzazione, con figure capaci di portare valore, con attenzione al settore giovanile e con la volontà di mantenere vivo il ruolo del calcio bianconero nella città.
Nella foto, da sinistra, Giuliano Testerini, Sergio Boncompagni, Marcello Brizzi e Mirko Amadori