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CORSI NON CI STA: "MAI DETTE FRASI DISCRIMINATORIE"

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Il presidente dell'Olympia Thyrus Sandro Corsi respinge le accuse di discriminazione, nei confronti dell'arbitro Amarildo Baha, che hanno portato alla sua squalifica: "Non accetto falsità rispetto alla mia storia e al mio lavoro da oltre 45 anni"

Sabato 31 ottobre 2026
di Nicola Agostini

Sandro Corsi, presidente dell’Olympia Thyrus, respinge con forza le accuse di discriminazione che hanno portato alla sua inibizione fino al 28 febbraio 2027 e a 300 euro di ammenda per il club, provvedimenti confermati anche in sede d’appello. La squalifica fa riferimento a quanto accaduto nel dopo garadella sfida interna persa contro il Bastia.
"Abbiamo perso quella gara anche meritatamente – spiega Corsi in conferenza stampa – e dunque ero tranquillo. L’arbitro Amarildo Baha sostiene che io abbia detto che l’articolo 22 della Costituzione Italiana dice che in Italia bisogna parlare italiano. Non ho mai chiesto di nazionalità fosse e tuttora non lo so. Quando mi ha detto che non potevo parlare, ho solo ribadito, sorridendo e come faccio spesso, che l’articolo 21 della Costituzione dice che c’è libertà di parola. Quindi perché non posso parlare? Senza nessun altro riferimento. È falso che io abbia pronunciato frasi discriminatorie e mi difenderò in tutte le maniere, non escludendo di procedere in altre sedi. Ho atteso la fine dei gradi di giudizio interni. Di squalifiche ne ho prese molte in oltre 24 anni di presidenza, tutte per proteste, mai per atti violenti. Non accetto falsità rispetto alla mia storia e al mio lavoro da oltre 45 anni. Sono stato il primo educatore nel sociale dopo la riforma Basaglia. Mi fa piacere la lettera di solidarietà inviatami dal presidente emerito della corte costituzionale Antonio Baldassarre e la presenza al mio fianco di Carlo Di Somma, presidente di Confcooperative. Abbiamo integrato tanti ragazzi stranieri, nel lavoro e nella squadra di calcio, non ultimo Jobarteh che ora è alla Ternana".

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