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BIAGIOLI: “ASPETTO I NUOVI PROFETI DEL CALCIO ORVIETANO”

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Riceviamo e pubblichiamo la nota con cui il presidente dell’Orvietana Roberto Biagioli: “Ho gestito questa società per 22 anni. Dopo tutto quello che è emerso sono convinto di aver fatto la scelta giusta. Voglio vedere cosa accadrà nei prossimi 8030 giorn

Venerdì 22 maggio 2026
di Nicola Agostini

Riceviamo e pubblichiamo la nota con cui il presidente dell’Orvietana Roberto Biagioli replica alle dichiarazioni dei giorni scorsi dopo la sua decisione di passare la mano e spalancare, di fatto, le porte della serie D alla nuova Ternana.
“La valanga di argomenti, inaccettabili, emersi nel controverso confronto sui  social e il notevole rilievo giornalistico sulle ultime  vicende dell’Orvietana Calcio, impongono che io dica la mia   nonostante mi fossi ripromesso  di non intervenire. Prima di entrare nel merito vorrei riassumere brevemente la situazione dell’Orvietana al momento del mio ingresso nel 2004. La Società veniva da un decennio abbastanza burrascoso. A una profonda crisi nel 1996 ne aveva fatto seguito una nuova agli inizi del terzo millennio, quando, solo il “coraggio” di Domenico Pizzardi (R.I.P.), Luciano Petrangeli e Alfredo Branca, con il cambio di denominazione e il nuovo statuto avevano evitato il fallimento. La ripartenza si rivelò, comunque, difficoltosa tanto che, al mio ingresso con Alessandro Paci Presidente, il “risanare fu il mio primo impegno. Sarà, forse, il mio ridare ordine alle cose  acché qualcuno, negli ultimi giorni, mi abbia  addirittura  qualificato quale “mafioso” e “corruttore” .

Ho gestito l’Orvietana Calcio per 22 anni  avendo solo alcuni amici a supporto. Nel periodo ho  sostenuto l’impegno economico a costo di grandi sacrifici  senza alcuna solidarietà sostanziale da parte di coloro che adesso piangono la perdita della loro (?) creatura. Loro è una parola grossa.  Mi domando, allora, in che modo abbiano accudito e vegliato sulla stessa, dove fossero tutte le volte in cui urgevano  risorse come  per iscriversi ad un nuovo campionato o pagare gli stipendi dei giocatori.

Negli ultimi  anni ho rimarcato, a più riprese, sull’esigenza di costruire una base societaria più ampia, ho urlato della  necessità di unire  le squadre di calcio di una città ampiamente sotto i 20.000 abitanti. Nessuno si è fatto avanti neanche a titolo di informazione ma subito pronti a pigiare i tasti dello strumento informatico alla prima sconfitta o a una retrocessione.

Il campionato da poco concluso  ha avuto un decorso inferiore alle aspettative comportando l’impiego di risorse superiori a quanto preventivato. Conseguentemente è emersa la necessità di pareggiare i conti cui si somma la stanchezza che comporta il seguire la squadra per buona parte del centro Italia.  Più mortificanti, però, le accuse di gente che allo stadio, magari, non è mai venuta (nella stagione 2025/26 Il numero medio dei paganti   nelle partite in casa non ha raggiunto le 50 unità.

Sul sito ufficiale della Società, nel corso di una o più interviste ho riconfermato la disponibilità ad ascoltare chiunque si fosse proposto con idee, progetti e voglia di impegnarsi. Ho scelto l’organo di informazione istituzionale, non ho partecipato a nessuna fusione, non ho stretto alleanze o consorterie con nessuno, non c’è stata nessuna opacità nel percorso societario, diversamente da quanto gravemente ed erroneamente affermato, tra gli altri, dagli onorevoli Verini ed Ascani, del PD.

Piuttosto, ho trattato la cessione delle quote di una società di capitali di cui ho la disponibilità. Che, sono poi, le stesse che mi hanno sempre imposto di coprire il piatto  (mettere  soldi) tutte le volte che mancavano.
Sono stato, per questo, accusato di tutto, anche d’essere pronto a scappare con il malloppo. Nessuno ha pensato  che, semmai, la fuga più credibile poteva essere lo scappare dalla fila dei creditori.
Qualcuno ha definito la trattativa “una  scelta cinicamente economica e non di cuore”.  Certe cose possono venir pensate solo agli insolenti.  Ho rimesso soldi 22 anni,  quale motivo potrebbe avermi spinto  se non  una scelta di cuore? 
Voglio vedere se  quelli che scrivono o che parlano in piazza davanti alle telecamere passeranno i prossimi 22 anni a fare le mie stesse scelte definite ciniche.

La lista comprende anche chi mi ha dato del “mafioso” vagheggiando l’assegnazione di un appalto pubblico quale “parziale compenso” dell’acquisizione delle mie quote (apertura di un noto telegiornale locale). Un appalto, descritto prima come milionario, poi come parte di appalto milionario ed infine come intervento di circa 130.000,00 euro. Svelo il mistero: si tratta di un intervento da compiere d’urgenza per la messa in sicurezza di un tratto di strada interessato da una frana del mese di febbraio scorso. Il lavoro è affidato ad un’impresa della mia famiglia di cui non sono né socio né amministratore che svolge attività  con amministrazioni pubbliche di tutta Italia e così pure con la Provincia di Terni; che ha un fatturato di oltre 20 milioni di euro che sicuramente non sarà stravolto da un lavoro in urgenza di 130.000,00 euro.
La Provincia, come fa  sempre la pubblica amministrazione, davanti ad un’ipotesi di questo tipo, si rivolge alle imprese del territorio, manda un capitolato lavori e chiede un’offerta. Non la manda solo alla Gruppo Biagioli (ma questo fatto non interessa ai leoni da tastiera). La stessa P.A., una volta valutata l’impresa e l’offerta  assegna il lavoro. Il tutto rispettando rigorosamente il principio di rotazione tra le imprese comunque verificabile.

Chi ha interposto l’impresa ha passato davvero il segno e non posso permettere  l’insulto  alla mia persona, al lavoro  del Gruppo di Imprese  come a  quello degli oltre 100 orvietani che vi operano. Non  posso  e neanche voglio tollerarlo. Per tale motivo ho già dato mandato perché vengano portati all’attenzione dei giudici tutti quei commenti e tutte quelle affermazioni che abbiano valicato il limite della sempre accettata critica.
Dovessero uscirne dei risarcimenti, pagate le spese degli  avvocati che si prospettano non proprio indifferenti, a causa della mole di lavoro che li aspetta,  prometto  di mettere quanto  resterà  a disposizione dei nuovi profeti del calcio orvietano.
Una cosa di buono questa guerra mediatica l’ha fatta. Ha dimostrato che la mia scelta di passare la mano era giusta. Decine di persone più capaci di me, più attaccate di me ai colori e più oneste di me, sono uscite allo scoperto. Mettiamoci sul ponte e aspettiamo tutti cosa accadrà nei prossimi 8030 giorni”.

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