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A CASA RIOMMI SI PARA IN GUANTI BIANCO... RUSSI

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La pallonata di Fornetti sul palo, la promozione di Alessandro e i cd di russo: la storia di Gianluca e Lorenzo Riommi, padre e figlio tra calcio giocato e imprenditoria nel segno dei numeri uno

FONTE IL GIORNALE DELL'UMBRIA
Mercoledì 17 giugno 2015
di Nicola Agostini

«Lollo, prima di partire ricordami di comprare quei cd di russo e inglese così in aereo ripasso un po’». A parlare non è uno studente universitario iscritto al corso di lingue, anche perché sarebbe un po’ fuori corso, ma Gianluca Riommi, l’ex portiere di Pontedera, Potenza, Triestina, Gubbio, Foligno, Todi, Tiberis e Pontevecchio, in partenza per la Russia pronto ad iniziare la seconda stagione da preparatore dei portieri dello Spartak Mosca agli ordini dell’ex grifone  Dmitrij Alenitchev nuovo tecnico dei moscoviti.  
Una precisazione è d’obbligo perché il buon Gianluca non parerà più rigori col rolex al polso, come faceva ai tempi del Todi, ma i suoi 47 anni se li porta proprio bene. Tanto che Lorenzo, aspettando che papà non lo senta, si lascia scappare un «Non ti pare mio fratello più che mio padre». 
Che ci volete fare? A casa Riommi sono fatti così. Una scuola di portieri nata con nonno Guerriero, classe 1938, e una carriera spesa a difendere i pali del Foligno. Quei pali difesi poi dal figlio di Guerriero, Gianluca, e, nelle giovanili, dal nipotino di Guerriero, Lorenzo. «Ma quella panchina in Perugia-Foligno all’ultima di campionato in C1 mi ha fatto emozionare. Aveva 16 anni - racconta Gianluca - mi dicevo: “E se adesso lo fanno entrare?”». Già, corsi e ricorsi con Lorenzo che invece ha vestito la maglia del Perugia vincendo un campionato di serie D nel 2011. E cosa poteva fare la famiglia Riommi se non mettersi a produrre guanti da portiere? 
Un’idea nata e sviluppata tutta in famiglia a partire dal 2010. «Avevo lasciato Ascoli - racconta Gianluca - e mi sono detto: “Ma possibile che ci sono solo due grandi aziende che producono guanti?” E così mi sono messo a disegnare un guanto particolare: tutto bianco. Volevo mettere le mie iniziali: Gianluca 68. Troppo lungo però. Da lì è nato G6, Gisix.  Il primo testimonial? Bremec quando giocava nel Taranto in C1. La prima volta che li ha messi ha parato un rigore».

Segni del destino che, nel corso degli anni hanno portato la Gisix ad espandersi fuori Umbria con 4 punti vendita in giro per l’Italia fra Brescia, Reggio Emilia, Salerno e Agrigento e 2 all’estero, in Russia e Romania. Ed ecco che si scopre che il vero imprenditore in famiglia, malgrado i suoi 23 anni, è Lorenzo. «Meglio buttarsi sul commercio che sul pallone». L’umiltà prima di tutto, nonostante quest’anno, con le sue parate, abbia trascinato il Todi ad un passo dalla D.
«E pensare - racconta Gianluca - che fino a 6 anni non sapeva neanche cosa fosse il pallone. Poi un giorno a Foligno, durante un allenamento, si mise dietro alla mia porta. Fornetti, che ora gioca con lui a Todi, prese il palo e la palla gli rimbalzò due volte in testa. Si mise a piangere a dirotto ma da quel giorno è stato sempre con il pallone in mano». A casa Riommi però non sono proprio tutti portieri perché c’è anche chi fa il trequartista nella Nuova Fulginium: è Alessandro, classe 1998, grande protagonista di giornata. «Pronto? Babbo, mi hanno promosso senza neanche una materia». E ora via di corsa a comprare quei cd sennò chissà che a tornare dalla Russia con una materia non sia proprio papà Gianluca...

Nella foto, da sinistra, Lorenzo e Gianluca Riommi 

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